PLOUT - Casa del Pellegrino


La Storia:

Esisteva una volta, tra i villaggi di Denchasaz e di Plout, una grande roccia formante una caverna nella sua parte bassa. In questa grotta era stata posta una piccola statua della Santa Vergine ("Notre Dame Des Ermites") su di un altarino. L'esistenza della statua è menzionata in documenti del 1560. Gli abitanti di quei villaggi e chiunque transitasse in quel luogo portava rispetto alla statua, inginocchiandosi e chiedendo protezione e aiuto nella vita d'ogni giorno.

La Casa:

Situata a 1000 metri di altitudine, a 16 Km da Aosta e a 9 dall'autostrada A5, la struttura è composta da due edifici che delimitano, con il vicino Santuario, un grazioso e tranquillo giardino.
Il primo edificio è di 3 piani, con cucina, sala pranzo, dispensa e tre camere da 7 posti letto con servizi in comune; il secondo edificio è disposto su 3 piani, con camere da 2-3 posti letto con servizi in camera, salone comunitario. In totale sono disponibili 44 posti letto
La struttura è utilizzabile da giugno a settembre, in autogestione, ed è attrezzata per l'accesso ai disabili.

Escursioni:

La zona di Saint Marcel offre la posibilità di effettuare molte escursioni sia a piedi che in bicicletta; ecco alcuni riferimenti e descrizioni:

Escursione da Plout all'acqua verde:
«Bella escursione all'interno del vallone di Saint Marcel alla scoperta dell'acqua verde, una curiosa sorgente che colora di verde o turchese tutto il corso del ruscello in cui scorre. L'intensità del colore ricorda alcune opere d'arte moderna in cui gli artisti si dilettano a colorare sassi, impacchettare monumenti o dipingere iceberg.»

«Geologia del metamorfismo eclogitico»
Itinerari geologici: Saint-Marcel, Valle ďAosta. Metamorfismo di alta pressione / bassa temperatura su litologie oceaniche: granato ed anfibolo blu, testimoni dell'oceano giurassico e della sua subduzione
- Escursione verificata ad aprile 2006
Località: Comune di Saint-Marcel (Valle d'Aosta).
Partenza: Villaggio di Troil, all'uscita dall'agglomerato principale verso monte.
Parcheggio: All'entrata della frazione Jayer (strada della Collina), poi ritornare indietro a piedi a Troil.
Dislivello: 350 m.
Durata: 2 h A/R al netto delle soste.
Periodo: Da marzo a novembre; in inverno eventualmente munirsi di racchette.
Tracciato: Larga mulattiera lastricata; un tratto di sentiero al ritorno.
Segnavia: Segnaletica regionale gialla, sia verticale che orizzontale “Santuario di Plout”.
Topografia: Tavolette IGM al 1:25000, fogli Nus e Monte Emilius.
Documentazione in lingua italiana:
Tartarotti P. 1988 — Le ofioliti piemontesi nella media e bassa valle di St Marcel.
Tesi di dottorato, Università di Padova, 167 p. Ratto S. 1998 — Il versante destro della Valle d'Aosta tra Pollein e St-Vincent.


Il Mont Corquet (2530 m)
Il Mont Corquet, o Tsantéi Tétiye, secondo la denominazione locale, è la prima importante elevazione della lunga costiera che separa i valloni di Saint-Marcel e di Clavalité, seguendone parallelamente l'orientamento e proseguendo ulteriormente verso Nord, sino a toccare il territorio di Cogne. Si tratta di un ambiente forse poco conosciuto, ma di sicuro interesse per gli amanti della montagna, che possono trovarvi il terreno ideale sia per tranquille passeggiate nei boschi (ad esempio al Mont Saint Julien o al Coteau), sia per ascensioni a carattere alpinistico (in primis la Tersiva, dall'alto dei suoi 3512 m). La parte mediana di questa cresta spartiacque, compresa fra Fénis e Saint-Marcel, è caratterizzata, oltre che dal Mont Corquet (2530 m), da una serie di rilievi che sfiorano o superano i 3000 m di quota : Punta di Plan Ruvéi (2877 m), Petit e Grand Avert (2946 m e 2991 m), Punta di Tessonet (3264 m). Il Mont Corquet escursionistico Da Les Druges (1580 m) al Mont Corquet (2530 m), attraverso l'alpeggio di Prapremier (Fénis, 2014 m) e ritorno Tempo complessivo di percorrenza : circa 4 ore Periodo consigliato : maggio-ottobre Cima dal profilo tutt'altro che austero, anzi morbidamente tondeggiante, addirittura appiattito se osservata da Ovest o da Est, già nota agli appassionati di montagna di inizio secolo per l'ampio panorama di cui si può godere una volta giunti in vetta, il Mont Corquet ha la caratteristica di essere facilmente raggiungibile da diversi versanti. Vi si può accedere anche dal vallone di Saint-Marcel, soprattutto in primavera, passando dagli alpeggi di Lavanché e Crotey, ma in questo caso il percorso si allunga alquanto per la necessità di risalire tutta la comba fino a Plan Rué. Senz'altro più diretto, e non meno suggestivo, è l'itinerario che, partendo dalle Druges, raggiunge la cima dal versante di Fénis, passando per l'alpeggio di Prapremier. L'escursione ha inizio dal piazzaletto al centro del villaggio delle Druges Alte, dove parte il sentiero che dopo poche centinaia di metri si congiunge con la strada poderale proveninte dalle Druges Basse e si inoltra nell'ombra di un fitto bosco di abeti, sino a raggiungere l'incantevole radura dell'alpeggio di Fontanafreide (1823 m). Da questo punto in avanti, il percorso si svolge interamente sul territorio di Fénis. Da Fontanafreide è possibile giungere all'alpeggio di Prapremier (2014 m) col sentiero (segnalato) che passa al Pian di Meye, oppure restando sulla poderale ed oltrepassando l'alpeggio di Bren. Prima di intraprendere la parte più impegnativa dell'escursione, è consigliabile effettuare una breve sosta, utile per riprendere fiato e per affacciarsi sulla bellissima balconata naturale di Prapremier, sovrastante tutto il pianoro di Clavalité. Riprendendo la marcia, appena a monte dell'alpeggio, seguite il sentiero indicato col segnavia giallo n° 8, spostandovi decisamente sul versante di Clavalité. Noterete subito come nel paesaggio, divenuto più selvaggio e desolato, gli abeti lascino spazio ai larici secolari, mentre le dolci spianate dei pascoli vengono sostituite da risalti e scarni pendii erbosi. Poco prima dell'uscita dal bosco, dovrete lasciare sulla vostra sinistra il sentiero che conduce al Tramail della Rossa e proseguire invece sulla destra, per tracce segnalate ma sempre più labili. Quando arriverete ad un ripiano ai piedi del Corquet, dovrete ancora attraversare un modesto avvallamento e quindi puntare in direzione di una scarpata erbosa ben visibile e piuttosto ripida ; risalitela a zig-zag su solide zolle sino all'estremità, dov'è posto il Colle di Crotey, valico di secondaria importanza per quanto riguarda il collegamento con il vallone di Saint-Marcel. Ripiegate per alcuni metri sul filo della cresta, fino ad uscire sul caratteristico dosso erboso, largo e pressochè piatto, che in breve conduce alla sommità (croce in legno). Il panorama che vi ricompenserà della fatica sostenuta è davvero grandioso, tenendo conto della quota non elevatissima ; notevoli, in particolare, sono gli scorci sugli alti valloni di Saint-Marcel, Clavalité e Savoney, sulle montagne di Saint-Barthélemy e, più in lontananza, sui massicci del Breithorn e del Rosa. Non sarà certo cosa grave se vi sarete dilungati troppo nella contemplazione di questi scenari spettacolari, poichè sarà comunque sempre possibile accorciare la via del ritorno : occorrerà imboccare subito il sentiero, particolarmente ben visibile dalla cima, che scende ai casolari di Corquet Superiore, per poi immettersi in un valloncello piuttosto scosceso e giungere dapprima all'alpeggio di Corquet Inferiore e, dopo un breve tratto all'interno del bosco, a Prapremier. Un ultimo consiglio : durante la parte finale dell'escursione, lungo la strada sterrata già utilizzata per salire, vi invito a tralasciare l'osservazione di eventuali tabelle orarie ed altimetriche ed a concentrarvi unicamente sulla gamma di sensazioni (visive, uditive, olfattive) suggerite dal paesaggio che vi circonda, dal rumore dei vostri passi, dai profumi del bosco, cosicchè soltanto quando immergerete viso e mani nella fontana delle Druges, alla ricerca di rigenerante freschezza, vi renderete conto di aver camminato per almeno 4 ore, compiendo quasi 2000 metri di dislivello…